La Corte di Giustizia europea ha dato il via libera ai permessi di ricerca sugli idrocarburi rilasciati dal ministero dello Sviluppo economico.La Regione Puglia che aveva fatto ricorso prima al Tar, perdendo, e poi davanti al Consiglio di Stato contro quattro concessioni ottenute nel mare Adriatico, al largo della costa pugliese, dalla società australiana Global Petroleum dovrà trovare altre strategie. La Regione Puglia sosteneva che la società avesse presentato quattro diverse domande per aggirare la norma italiana. Il Consiglio di Stato aveva rimesso la decisione alla Corte Ue che ha soltanto chiesto di “garantire a tutti gli operatori un accesso non discriminatorio” . Si è quindi allo scontro tra Regione e Governo per l’approvazione alla Camera del decreto Aiuti Quater, che contiene anche il via libera a nuove attività di ricerca e di estrazione di petrolio e gas, nel Mediterraneo, principalmente Adriatico e Ionio, a meno di dieci miglia dalla costa. “Lo sblocca trivelle è uno schiaffo al mare della Puglia”, scrive in Rete l’assessore regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio. “Queste attività – continua – rappresentano un rischio per l’intero sistema ecomarino”. Per la prossima settimana l’assessore ha convocato un incontro con i sindaci delle comunità litorali pugliesi per creare un fronte comune contro la decisione del governo

