In Italia come nel resto dell’Europa si sta registrando un picco” di influenza “che colpisce particolarmente i bambini, a cui si aggiunge la bronchiolite da virus respiratorio sinciziale”. Lo sottolinea il dr. Mariano Magrì, pediatra del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Lecce. “Si tratta di una ondata di contagi che inizia a mettere in crisi i reparti di Pediatria ospedalieri e gli studi dei pediatri di famiglia. Non possiamo dire che i casi siano più gravi o gravati da complicanze rispetto agli anni scorsi, anche perchè I bilanci si fanno alla fine, quindi ne dovremo riparlare nella primavera del 2023. Ma certamente il numero di bambini colpiti dai virus dell’influenza è di gran lunga più elevato rispetto a quello registrato nelle ultime due stagioni invernali”. “Quello che possiamo affermare con certezza è che l’epidemia influenzale è iniziata prima del solito – ricorda Magrì – In Provincia di Lecce, per esempio, abbiamo dimostrato i primi casi già nell’agosto scorso; successivamente, come è ovvio, con l’arrivo del freddo, la maggiore frequentazione di luoghi chiusi e affollati, la frequenza nelle scuole, hanno contribuito a determinare la situazione che stiamo osservando”. “Se poi consideriamo che altri virus stanno circolando in contemporanea, non ultimo il Sars-CoV-2, possiamo meglio comprendere la situazione. I virus influenzali – osserva Magrì – sono quelli che in questi giorni, tra i bambini, stanno circolando più degli altri, per le ragioni sopra ricordate, ma anche perché è più difficile che siano venuti in contatto con il virus negli anni precedenti e questo è uno dei motivi per cui è importante vaccinarli quanto prima, visto che il vaccino è una delle armi fondamentali che abbiamo a disposizione per cercare di limitare i possibili danni senza dimenticare l’importanza delle norme generali di prevenzione”. I sintomi cono la tosse, il raffreddore, la cefalea, i dolori muscolari, ma quello che i pediatri temono è l’insorgenza di complicanze: otiti, polmoniti, encefaliti, miocarditi, estremamente rischiose per la salute”. “Vaccinare i bambini, oltre a contribuire a ridurre significativamente la circolazione del virus influenzale a beneficio dei soggetti fragili a cui è rivolta prioritariamente la vaccinazione, significa anche contenere gli ingenti costi di una malattia che grava pesantemente sul il Ssn ma che ha le sue ricadute sociali considerando le giornate lavorative perdute dai genitori per accudire i figli ammalati”, conclude il pediatra.

