Superare la diseguaglianza di genere significa fornire alle donne strumenti reali per consentire accesso e affermazione al e nel lavoro. È ciò che è alla base del progetto di ArpalPuglia “Capitane d’impresa, presentata oggi a Bari. Viene attivato un servizio gratuito di orientamento e consulenza specializzata per le donne che vogliono avviare una propria realtà imprenditoriale o consolidare quella già esistente. A Lecce, il progetto vanta il partenariato di Ente Nazionale Microcredito e AGI-Avvocati giuslavoristi italiani di Puglia e Basilicata. Con “Capitane d’impresa”, dunque, ArpalPuglia intende coniugare i concetti di “imprenditorialità” e di “pari opportunità”, nell’ottica di offrire un servizio di accompagnamento per coloro che sono alla ricerca di una possibilità diimpiego alternativa al lavoro dipendente. “Il ruolo della donna sta crescendo – hanno spiegato i dirigenti Luigi Mazzei (Ambito territoriale diLecce), Claudia Claudi (A.T. Taranto-Brindisi), Valentina Elia (A.T. di Bari) ed Eleonora De Giorgi(A.T. Foggia-Bat) – e avanza occupando posti sempre più strutturati nella società del lavoro, dellapolitica, della pubblica amministrazione, ma teme ancora la perdita della leadership familiare nellacura della casa e dei figli. Facendosi interprete di questa trasformazione sociale in corso, ArpalPuglia, per il tramite dei Centri per l’Impiego territorialmente competenti, intende partecipare alcompimento di questa conquista, attraverso l’attivazione di un servizio di orientamento econsulenza specializzata che mira al perseguimento della parità di genere attraverso lapromozione della cultura dell’imprenditoria femminile”. Orientamento, tutoraggio, scouting incentivi, tutele.
In ognuno dei 44 Centri per l’impiego pugliesi, è stato individuato un gruppo di operatori,
selezionati sulla base delle competenze maturate in ambito legale-economico-finanziario e inambito formativo-orientativo per fornire alle aspiranti imprenditrici orientamento individualizzato; definizione del profilo motivazionale e attitudinale; analisi del contesto dimercato e consapevolezza sul rischio d’impresa; tutoraggio nello sviluppo dell’idea imprenditoriale; informazione su adempimenti amministrativi, normative settoriali e formegiuridiche utilizzabili; scouting di incentivi, iniziative di microcredito, bandi e finanziamenti pubblici per l’avvio di attività imprenditoriali femminili o per il consolidamento di quelle esistenti; supporto nella programmazione delle azioni da intraprendere per la realizzazione del progetto; individuazione di ulteriori soggetti a cui rivolgersi per gli adempimenti strumentali; informazione sulle tutele normative per la conciliazione dei tempi vita-lavoro.Si può prenotare un appuntamento gratuito contattando il Centro per l’impiego territorialmente competente. Dalla lettura dei numeri emerge che il trend delle imprese femminili in Puglia è in crescita. Negli ultimi sette anni, ne risultano 1.749 in più: si è passati dalle 77.330 imprese attive del 2015 alle 79.079 al 30 settembre di quest’anno. L’andamento, pari al +2,3 per cento, è migliore rispetto aquello nazionale, fermo al +1,7 per cento.(Fonte: Camere di Commercio pugliesi. Elaborazione: Davide Stasi)
Tuttavia, le differenze all’interno della stessa regione sono importanti: nei sette anni presi in considerazione le differenze tra le diverse province pugliesi ci sono. a Lecce un +6,2 per cento (+869) – dato migliore – contro Foggia che ha registrato un calo di poco meno di 1 punto percentuale. Riguardo al divario degli stipendi tra uomini e donne, che si riflette anche sugli aspettiprevidenziali, le donne lavoratrici sono in numero maggiore nella fascia sotto i 15mila euro. Sopra questa soglia, invece, aumentano gli uomini e questo è sintomatico della strada ancora lunga dapercorrere per una vera emancipazione femminile anche dal punto di vista economico”.(Fonte: Camere di Commercio pugliesi. Elaborazione: Davide Stasi)

