7.9 C
Lecce
domenica, Dicembre 14, 2025

Etnoantropologia gastronomica sallentina, La quintessenza della dieta mediterranea

È disponibile in libreria e sullo shop online del sito quisalento.it, il volume “Etnoantropologia gastronomica sallentina. La quintessenza della dieta mediterranea”, libro di Massimo Vaglio, con le fotografie di Illuminata Vanessa Lo Presti, edito da Espera (cooperativa editoriale, editrice della rivista quiSalento), realizzato con il contributo della Regione Puglia. 

Una interessante pubblicazione che racchiude non solo “sapori” ma anche “saperi” che sono l’espressione di una tradizione gastronomica povera ed essenziale ma ricca e virtuosa, di sostanze e suggestioni.

Dalla A alla Z, dalle Aguglie alle Zucche, è una  “antologia”, arricchita da racconti e ricette “d’altri tempi”. Un percorso nella memoria di uno spaccato culinario ed enogastronomico di un Salento che, sulle tavole domestiche, nelle feste, nei grandi riti e nei piccoli rituali, affonda le sue radici, le sue origini intrise degli usi e dei costumi di popoli e culture che lo hanno attraversato, rendendolo una terra unica, con un’identità meravigliosamente screziata di singolarità culturali.

Un libro che sottolina la sintonia della tradizione culinaria e culturale di questa Terra con le dinamiche e nelle esigenze alimentari, ambientali e sociali di oggi. Un tempo, quello contemporaneo, che ricerca e richiede ciò che in terra Salentina è regola: parsimonia e oculatezza. ,RIduzione dello spreco, uso etico delle risorse, recupero della cultura del cibo. Cultura e storia, che anche una ricetta può continuare a raccontare. 

 “Se c’è una cosa che ho capito della cucina salentina”, spiega la Presidente Consiglio Regionale della Puglia Loredana Capone nella prefazione, “che quindi rivela un aspetto dell’anima degli abitanti del tacco d’Italia, è che in questa parte del mondo non si butta via niente. Con gli ingredienti a disposizione si è sempre riusciti a creare delle pietanze uniche, che hanno saputo essere al tempo stesso povere e ricche, e che hanno subito le influenze culturali che si sono avvicendate sul territorio: dai romani ai bizantini, dai messapi ai greci”.

 “Un narratore raffinato, un profondo conoscitore della natura, un esperto osservatore del mondo”, prosegue il vicepresidente del Consiglio Regionale della Puglia Cristian Casili. “Che si parli di botanica, di zootecnia, di pesci, di agricoltura, dei loro prodotti o sottoprodotti, Massimo va oltre la dissertazione letteraria o scientifica, scende in profondità, va a scavare dissodando il terreno dalle semplificazioni abusate quando si parla di alimenti o, peggio, di cucina e ci proietta in un cammino paesologico dove il cibo rappresenta la territorializzazione di processi di lunga durata che ci identificano in una comunità”.

Massimo Vaglio, salentino di Nardò, è esperto di gastronomia e di produzioni agroalimentari meridionali; giornalista pubblicista; formatore in enti di formazione professionale e scuole alberghiere; agrotecnico specializzato in agroecologia; cuoco; ristoratore; ma è soprattutto un naturalista e un sanguigno ambientalista. Redattore della rivista Puglia & Mare, collabora con la rivista quiSalento, per la quale dal 2004 cura la rubrica enogastronomica: “Salento da Gustare”. Numerose le sue pubblicazioni tra le quali ricordiamo  “La Cucina del Mare di Puglia” (Besa 2004),  “Ricette e Segreti della Cucina Salentina” (Guitar 2005); “Ricette e Segreti dei Dolci del Salento” (Guitar 2006); “I Piatti delle Feste” (Guitar 2007);  “Pesci del Salento” (Grifo Ed. 2016); “Salento, raccolto, pescato e mangiato (Grifo Ed. 2018), “Santu Sitru e altri racconti” (Parasaula Ed. 2020). “Pesci ricchi, pesci poveri” (Ed. Coop. Espera 2021). Ha pubblicato anche numerosi racconti, alcuni dei quali premiati in concorsi letterari e sono svariati i suoi contributi su libri e riviste.

Articoli collegati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ULTIME NEWS