Dopo il successo di “Odio l’Estate” Aldo Giovanni e Giacomo tornano al cinema con una nuova commedia corale. Una commedia divertente, mai sguaiata, con momenti di grande tenerezza e istanti di breve malinconia. Il trio si conferma in grande forma. Le battute sono tante e riuscite, la costruzione dei personaggi è interessante, e parte dalle personalità dei tre attori e dalla loro particolare dinamica: Giovanni e Giacomo sono i milanesi borghesi e lavoratori, spesso incazzosi e spesso laconici, mentre Aldo è la variabile impazzita e l’innesto meridionale che come il vino da taglio (di qualità) rafforza il gusto e la gradazione alcolica di quelli del Nord. Il grande giorno è ciò che il remake del francese C’est La Vie avrebbe voluto essere, perché racconta gli innumerevoli disastri che possono succedere durante un matrimonio dalle grandi ambizioni: ma qui il copione è tutto nuovo e tutto italiano, pieno di dettagli gustosi e di caratterizzazioni divertenti, dal maitre soprannominato “il Riccardo Muti del catering” (Pietro Ragusa) al cardinale Pineider (in omaggio ad una storica cartoleria che tra l’altro stampa partecipazioni di nozze) interpretato da Roberto Citran ad un prete di provincia (Francesco Brandi, anche narratore).

