Un esperimento originale che riflette su un post che non può essere noto. Ne “Il ronzio delle vedove” ( in scena il 3 febbraio alle ore 20.30 – nella sede di Asfalto Teatro) ci si chiede cosa accade dopo la conclusione del “Don Giovanni” di Molière, erché proprio lui, che tanto ha amato, deve finire all’inferno. Sono queste le domande alle quali prova a dare risposta lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Aldo Augieri e Simona Sansonetti. Tra le innumerevoli rappresentazioni del seduttore libertino e privo di scrupoli, questa pone l’accento sulla sua eredità morale. Rabbia, invettiva e risentimento delle donne nei confronti del maschio, conquistatore insaziabile, si trasformano in amore incondizionato al di là del tempo, della ragione e degli stessi sentimenti. Tante donne intorno a un solo uomo, anziché contenderselo e tentare singolarmente di conquistarne i favori, creano tra di loro una complicità sorprendente. Gli attori sono ragazzi del Centro salute mentale di Lecce e ballerine, impiegate, studentesse, casalinghe, mediche, infermiere e professioniste, che hanno partecipato al casting. Insomma del Don Giovanni ci si chiede se non esista un modo per salvarlo, cosa lasci in eredità questo personaggio gigantesco e se qualcuno sia in grado di farla sua.

