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martedì, Febbraio 17, 2026

Inaugurazione Annno Giudiziario: eredi SCU e malavita organizzata le evidenze della Dda. La violenza tra i giovani, le intercettazioni gli altri temi trattati

Inaugurazione dell’Anno Giudiziario in tutta Italia. Il Procuratore generale di Lecce Antonio Maruccia nella relazione annuale letta nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha puntato il dito gli eredi della SCU così come i sui clan storici del Tarantino. Lo confermano «le indagini della Dda. Restano traffico e spaccio di stupefacenti il cuore degli affari e la fonte illecita di guardagno. Questo reinvestito “negli affari e nella corruzione». Una relazione che ha  evidenziato, come fatto da altri colleghi in altri triunali in occasione di questa inaugurazione, la necessità e l’importanza delle intercettazioni,   tema centrale del dibattito politico di questi giorni. “I dati della realtà criminale del nostro distretto confermano la loro indispensabilità nell’attuale estensione applicativa – ha sottolineato – se ci sono violazioni – ha aggiunto – vanno perseguiti gli autori delle violazioni, sul piano penale e disciplinare”. Quindi Maruccia ha proseguito: “Se eccezioni ci sono non per questo va cambiata la regola nè pare ragionevole cambiare una legge prima di averla sperimentata e senza averne valutati gli effetti”. Il Procuratore ha sottolineato che nella sua funzioen ” non sono state segnalate violazioni del segreto e di non aver mai ricevuto in questi anni lamentele di cittadini estranei alle indagini per pubblicazioni indebite o uso improprio delle intercettazioni». Nonostante l’assenza di fatti eclatanti, omici o gravi fatti di sangue legati a logiche di mafia, Maruccia ha evidenziato come le attività della criminalità comune e organizzata siano in aumento. Per la provincia di Lecce, Maruccia parla di un “un consolidamento dei gruppi criminali organizzati che appaiono aver assunto i caratteri di una mafia matura”, mentre a Brindisi la Scu presenta ormai da tempo allarmanti segnali di ripresa». Quindi il tema della devianza minorile: sono aumetati i reati consumati con violenza alla persona, da parte di singoli e di gruppi, spesso in assenza di movente o futili motivi. Talvolta fondati sulla volonta di  “opposizione alle regole e al sistema, condotte derivate da una profonda crisi educativa oltre che di un profondo disagio economico, sociale e familiare che determinano situazioni di pregiudizio per i minori spesso indotti a considerare “normali” attività gravemente illecite”.

La realazione del presidente Vicario  Vincenzo Scardia ha nel suo discorso sottolineato che “Complessivamente la giustizia nel distretto di Lecce, compresi Brindisi e Taranto gode di un soddisfacente stato di salute”. Nonostante il periodo di emergenza legato al Covid 19, “gli uffici giudiziari hanno tutti registrato buoni standard produttivi, ridotto considerevolmente l’arretrato e mantenuto accettabili tempi di definizione”. Tutto questo anche se le difficoltà quotiane, il numero di giudici non adeguato alle necessità, le carenze logistiche e strumentali avrebbero potuto incidere rispetto alla soddisfazione della “domanda di giustizia che al contrario è stata soddisfatta con impegno, professionalità ed efficienza”. Ciò non significa che “le criticità non persistano e debbano essere appunto  individuate nella carenza di organici e nell’arretrato che, seppur aggredito con determinazione negli ultimi tempi, grava inesorabile sulla funzionalità di ciascun ufficio”.

Le ultime riforme hanno avuto come obiettivo numero uno proprio queste tematiche e la riforma Cartabia il presidente Scardia l’ha definita la  “più imponente che il codice di procedura penale del 1989 abbia mai registrato”.

Il Presidente ha evidenziato come i problemi di interpretazione, coordinamento, di organizzazione sono per certo, anche per le modifiche che il nuovo corpo norvativo ha subito prima ancora di esntrare in vigore “sono  solo una minima parte di quelli che emergeranno nella pratica giudiziaria, quando ciascuno di noi dovrà misurarsi con le peculiarità e le difficoltà del caso concreto”. Ed è questo il motivo per cui ha dichiarato che “occorre dare tregua a chi è chiamato a confrontarsi con questa riforma, nella consapevolezza che la certezza del diritto riposa anche sulla tendenziale stabilità del quadro normativo e sugli orientamenti consolidati della giurisprudenza e che ogni intervento di modifica dei meccanismi processuali e delle norme sostanziali non può prescindere da una previa e responsabile valutazione delle ricadute che esso potrà avere sull’efficienza, sulla qualità e sui tempi della risposta giudiziaria”.

L’l’Ufficio del processo doveva consentire di ridurre i tempi di definizione dei processi e abbattere l’arretrato. Nel distretto di Lecce, hanno preso servizio 307 funzionari ma, ha riferito il Presidente “seppur apprezzabili i risultati raggiunti- ha dichiarato – abbiamo dovuto registrare 53 abbandoni per altre sistemazioni”Questo per la temporaneità delle assunzioni, massimo raggiungo i tre anni. Si può ipotizzare dunque che il dato nel tempo possa crescere mettendo a rischio gli sforzi e il raggiungimento degli obiettivi.

La necessistà di celebrare più udienze si scontra con il limite delle strutture che sono sottodimensionate. Per questo diventa stringente la realizzaizone del Parco della Giustizia a Lecce, che il procuratore generale Maruccia da tempo persegue con tenacia.

Un dettaglio non certo secondario è quello della scelta della foto della giovane iraniana Masha Amini, uccisa dalla polizia morale del suo paese. La scelta è caduta su quella foto perchè “ciascuno di noi si prenda cura della democrazia e difenda con vigore i valori e gli ideali che sono la condizione perché tutti possano godere dei diritti umani fondamentali. Quella foto vuole essere innanzitutto un modo per soffermarsi sul valore della democrazia, dello stato di diritto, della vita umana e della dignità della persona, ma soprattutto riflettere sulle atroci conseguenze cui può condurre un potere politico assoluto, non arginato da una magistratura realmente autonoma e indipendente che, con il concorso di un’avvocatura altrettanto libera e indipendente, sappia assicurare il rispetto dei diritti fondamentali della persona”. Un tributo che il Presidente ha rivolto non solo a Masha ma anche a tutti i giovani iraniani, uomini e donne, che con coraggio continuano a scendere in piazza, convinti che giustizia sociale e libertà valgano ancor più della loro vita. E ancora  ” un omaggio a tutte le donne vittime di violenze, discriminazioni ed emarginazioni”.

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