
Il 20 dicembre prenderà il via una mostra al MarTa, il Museo Aercheologico di Taranto una mostra di cui il prof. D’Andria, archeologo di fama mondiale dice: ” Una mostra che in metterà in luce con evidenza come Taranto, nel IV e nel III secolo a.C., sia stata una grande metropoli del Mediterraneo, un centro di elaborazione artistica di altissimo livello capace di influenzare anche per secoli non solo le colonie greche o le popolazioni indigene, ma anche di inventare modelli come quello dei girali, che influenzeranno l’arte e la scultura nei secoli a venire”.
L’’accademico dei Lincei aveva già a novembre in una conferenza proprio al Museo tarantino fornito alcune anteprime sullo studio che adesso culminerà in una esposizione che metterà in correlazione Taranto e Messapi, grazie agli scavi archeologici del santuario di Atena a Castro.
Gli scavi di Casstro sono importantissimi oltre che per il valore dei ritrovamenti anche per aver permesso di saperne di più e conoscere la maestria della scuola tarantina, a partire dalle tracce di Lisippo. Si tratta, dunque, di informazioni nuove che hanno il sapore delle rivelazioni scientifiche destinate a cambiare anche la lettura del fenomeno e confermare la centralità dell’arte tarantina tra la fine del mondo classico e l’età ellenistica.Le ricerche archeologiche di Castro consentono, insomma, di conoscere ciò che a Taranto cominciò ad andare distrutto già dal 272 a.C., quando la città venne devastata dopo la sconfitta della guerra contro i Romani. “Castro – dice il prof. Francesco D’Andria – rappresenta lo specchio sull’Adriatico in cui Taranto si riflette. Nel Santuario di Atena hanno lavorato, per periodi abbastanza lunghi, scultori tarantini che lasciarono le loro firme sui blocchi che scolpirono o dediche nostalgiche in dialetto dorico tarantino.” Una trama di sicuro interesse che il Museo Archeologico Nazionale di Taranto ha voluto approfondire organizzando questa mostra che ariporterà proprio nelle sale delle esposizioni temporanee del MArTA alcuni reperti di pregio provenienti proprio dagli scavi di Castro. “La mostra è un progetto di ricerca che permetterà di condividere con il pubblico i numerosi spunti di riflessione sul grande fermento artistico tarantino – commenta la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti – e consentirà di testimoniare il grado di autonomia espressiva degli scultori tarantini, capaci di anticipare anche di secoli espressioni artistiche come il barocco”.
La mostra di dicembre, organizzata dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, il Comune di Castro, il Museo Archeologico di Castro l’Università del Salento ed il CNR, si intitolerà “Athénaion, Tarantini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro”.

