Una sanzione di 100 euro per chi abbandona rifiuti domestici o da utenze commerciali nei cestini gettacarte posizionati ai bordi delle strade. Da 300 a 1200 euro, invece, per chi li abbandona sui marciapiedi e in generale nello spazio pubblico, sia nei pressi dei cestini che no.
È pronta l’ordinanza del dirigente del settore Ambiente che segnala in maniera puntuale le sanzioni per quanti si liberano dei sacchetti di rifiuti prodotti in casa o in negozio utilizzando i cestini gettacarte destinati esclusivamente ad accogliere i rifiuti “da passeggio”, di piccole dimensioni, come scontrini, mozziconi di sigarette, fazzoletti, gomme. Un pessimo costume che ignora il dovere del buon cittadino di conferire i rifiuti in maniera differenziata tramite la raccolta porta a porta e i Centri comunali di raccolta e che oltre ai cestini gettacarte va a interessare anche gli altri contenitori posizionati su strada per le raccolte specifiche (pile, farmaci, deiezioni canine, etc.). L’emanazione dell’ordinanza sarà accompagnata da una specifica comunicazione, con affissione di adesivi sui cestini gettacarte, in modo da avvisare in maniera chiara e inequivocabile la cittadinanza. Le violazioni dell’ordinanza saranno documentate, come già avviene, anche grazie all’utilizzo di apparati mobili di rilevazioni video. “I cestini gettacarte e i marciapiedi adiacenti non sono cassonetti o isole per la raccolta dei rifiuti – dichiara l’assessora all’Ambiente Angela Valli – questo il messaggio dell’ordinanza e della comunicazione che la accompagnerà, con le quali puntiamo a incidere su un fenomeno che va a danno del decoro urbano, dell’igiene e della salute pubblica, oltre che della qualità della raccolta differenziata. Per rafforzare ancor più la crescita della raccolta differenziata e gli ottimi risultati che, come città, stiamo ottenendo occorre fare ogni sforzo per eliminare queste pratiche scorrette e recuperare anche i più riluttanti tra i cittadini ad un corretto conferimento. I mezzi ci sono, la raccolta porta a porta, i centri comunali di raccolta, gli eco compattatori, i servizi a domicilio di ritiro degli ingombranti. È giusto dunque mettere in atto azioni repressive, nell’interesse della comunità“.

