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martedì, Febbraio 17, 2026

Rinnovabili: svolta di FAI, WWF, Legambiente. “Il cambiamento va governato”

E’ credibile che la svolta del Fai, Legambiente e Wwf che rompono con Italia Nostra e firmano un accordo sulle rinnovabili porterà ad un ampio dibattito sulla questione della transizione energetica. “La transizione energetica non si può fermare: governiamo i cambiamenti invece di contrastarli”, questa l’affermazione di fondo delle tre organizzazioni che sembrano orientarsi verso una accettazione “governata” degli impianti di rinnovabili di varia natura, fotovoltaico, eolico, e così via. Per la Puglia è storia recente che tre impianti su otto totali approvati, su proposta dell’ex presidente Draghi, saranno due nel foggiano e uno nel Salento:   nello specifico un impianto agri-ovi-fotovoltaico da 36 MW nei comuni di Copertino e Galatina. Il CdM a guida Draghi, in seguito alla complessiva valutazione e armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti, aveva deliberato l’approvazione del giudizio positivo di compatibilità ambientale. La discussione in Puglia era comunque anche passata, per altre progettualità, da pronunciamenti del TAR: la sezione di Lecce ad esempio aveva dichirato legittimo il diniego opposto dalla Provincia di Taranto alla realizzazione di un impianto fotovoltaico integrato con attività agricola intensiva su un’area di 16 ettari. Le motivazioni basate sul piano paesaggistico regionale che sulle regionali è sostenuto dalla sentenza. Altri pareri negativi erano arrivati anche dalla Soprintendenza nazionale per Patrimonio Culturale subacqueo, dall’ARPA Puglia e dal Comune di Manduria. Per parlare poi dell’eolico in mare: gli impianti off shore programmati per tutto l’Adriatico, che per il Salento significa  nello specchio di mare compreso tra il comune di Santa Cesarea e Santa Maria di Leuca composto da 90 aereogeneratori per una potenza totale di 1350 MW. 98 aereogeneratori di potenza nominale ciascuno di 12 MW e per una potenza totale di 1176 MW da realizzarsi ad una distanza minima di 9 km dalla costa nord orientale della Regione Puglia tra la città di Brindisi BR e di San Cataldo  ( il punto di approdo del cavidotto è previsto in prossimità nella centrale elettrica di Cerano). Centrale Eolica Offshore Brindisi, 36 aerogeneratori per una potenza complessiva di 108MW, nel tratto di mare antistante i comuni di Brindisi, S. Pietro Vernotico e Torchiarolo.

Oggi si registra un cambio di direzione di FAI, LEGAMBIENTE, WWF:  pannelli fotovoltaici e pale eoliche possono, anzi devono, convivere con il paesaggio italiano. Le tre organizzazioni hanno infatti siglato un accordo per ribadire che la crescita delle fonti rinnovabili di energia è necessaria al Paese e che la si può perseguire nel pieno rispetto della bellezza. Accordo storico, che spacca il fronte di chi, a cominciare da Italia Nostra, si oppone, senza se e senza ma, allo sfruttamento del Sole e del vento in nome del paesaggio italiano. Durante il governo Draghi per superare i frequenti no delle Sovrintendenze e le contrapposte posizioni di due ministeri, cultura e transizione ecologia, il Primo Ministro aveva avocato a sé le decisioni su ogni singola infrastruttura contestata, soprattutto nell’ambito dei progetti legati al Pnrr. In ogni caso l’accelerata era mancata ed è per questo che – visto che anche l’attuale governo rischia una ulteriore frenata – Fai, Legambiente e Wwf hanno prodotto un documento congiunto dal titolo “Pesaggi rinnovabili”.  “L’ambientalismo italiano ha maturato una nuova consapevolezza: il nostro paesaggio è sempre cambiato”, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Ci si può opporre ai cambiamenti, oppure cercare di governarli, perché avvengano nel migliore dei modi. Insieme a Fai e Wwf abbiamo scelto questa seconda strada”. L’obiettivo delle tre associazioni è “ Coniugare gli obiettivi della transizione energetica con la lungimiranza nella pianificazione paesaggistica e la qualità della progettazione”. E individuano 12 tappe  necessarie a raggiungerlo. Tra queste, la nascita e la diffusione delle comunità energetiche, lo sviluppo dell’agrivoltaico (pannelli solari compatibili con la coltivazione dei terreni su cui sono impiantati) nelle aree rurali, piani speciali per il fotovoltaico “nelle aree industriali e commerciali, nelle aree dismesse e/o contaminate e – a certe condizioni – nei centri storici“, l’efficientamento degli impianti eolici esistenti (repowering). Un’apertura per molti aspetti inaspettata:  “Prendiamo atto della realtà”, ammette il presidente del Wwf Italia Luciano Di Tizio. “Per contrastare l’emergenza climatica dobbiamo abbandonare i combustibili fossili. Ma non possiamo rinunciare all’energia e le uniche fonti possibili sono quelle rinnovabili, che però hanno un impatto sul paesaggio. Il nostro obiettivo è che si punti sulle rinnovabili, arrecando il minor danno possibile al paesaggio e alla biodiversità italiani. E ci si riesce solo pianificando a livello nazionale una strategia che indichi dove fare gli impianti”. E conclude Di Tizio: “La pura conservazione dell’esistente non risolve i problemi. Noi, come associazioni, con piccole rinunce ideologiche abbiamo trovato un sentire comune che può essere di grande utilità per il Paese”.

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