Il brusco abbassamento delle temperature con freddo e gelo notturno inevitabilmente danneggia colture di verdure e orgaggi e ha un impatto sui costi delle produzioni in serra. L’allarme lo lancia la Coldiretti che evidenzia che il caldo precedente ha fatto gemmare le piante in modo precoce e ora i fiori di pesche, ciliegie, albicocche, agrumi e mandorle dopo un mese di dicembre che aveva fatto segnare una temperatura superiore di 2,65 gradi rispetto alla media storica, secondo le elaborazioni Coldiretti sulla banca dati aggiornata Isac Cnr, rischiano di essere distrutte dal freddo.“L’arrivo del grande freddo – sottolinea la Coldiretti – colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta”. I danni stimati sono pari a più di 3 miliardi di euro.
Il 2022 ha dato i suoi problemi: siccità grave, nubifragi impressivi, gelate e grandinate, tornado e trombe d’aria, oltre alle tempeste di fulmini – aggiunge Coldiretti Puglia – ed è quindi evidente la tendenza alla tropicalizzazione del clima.

