E’ l’89% del territorio in Puglia ad essere a rischio idrogeologico. E’ il dato che Coldiretti Pugglia evidenzia sottolineando che negli ultimi 50 anni è scomparso 1 terreno agricolo su 3. Una cifra che non può che portare alla crescita del rischio di allagamenti, frane e smottamenti. Tutto questo a causa di abbandono e cementificazione dei terrenii che hanno perso la capacità di assorbimento della pioggia con il grave conseguente rischio per ambiente e sicurezza. i
L’ultima ondata di maltempo, con le abbondanti piogge cadute sul nord Barese che hanno fatto salire il livello del fiume Ofanto, nel territorio fra la provincia di Barletta-Andria-Trani e la provincia di Foggia
230 su 257 i comuni a rischio di dissesto idrogeologico e 11.692 imprese che operano su quei territori con i rischi derivati. Nella provincia di Lecce è l’81% dei comuni lad essere esposti.
Il rischio idrogeologico riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67% perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi.
Emiliano lo scorso 13 gennaio aveva annunciato che ” Il 2023 si apre con una buona notizia per tutte e sei le province pugliesi: sono in arrivo circa 45 milioni di euro che la Regione Puglia mette in campo per realizzare 150 interventi diffusi per la cura e la messa in sicurezza del territorio e, tra questi, anche interventi su alloggi popolari, scuole, impianti sportivi, strade, illuminazione”.
E’ auspicabile che i tempi siano ristretti per la messa in campo di questi benefit per la messa in sicurezza reale del Territorio per evitare la crescita esponenziale dei danni

