E’ lo stesso Salvemini ha fare la sintesi dell’incontro di oggi ai Cantieri Teatrali Koreja per l’incontro dei con i portatori di interesse per il PUG per la parte relativa alle marine leccesi. Lo fa con un post su facebook: “Al centro del ragionamento, le opportunità, le fragilità, le identità, gli errori, i progetti di sviluppo del litorale leccese. Una costa lunga circa 25 km racchiusa fra l’area biogenetica di San Cataldo, l’area protetta di Acquatina, il Sic di Torre Veneri e il Parco regionale di Rauccio. Un unicum naturalistico nella ricchezza del versante adriatico della provincia di Lecce; una costa che vuole essere protagonista nel futuro della città, dismettendo il suo sentirsi perennemente ancella, come è emerso nelle relazioni introduttive della mattina e negli interventi di cittadini, rappresentanti di associazioni, studiosi, imprenditori.Il Pug non può non considerare questo capitale naturale la spina dorsale, l’infrastruttura portante che deve guidare le scelte dei prossimi 30 anni verso una transizione ecologica della nostra costa”. Salvemini si sofferma sul quella che è stata la piaga degli anni passati, l’abusivismo: ” Non possiamo più incorrere negli errori figli di un’altra epoca, che invece hanno consentito la costruzione delle case a poche decine di metri dal mare, oggi minacciate dai rischi ambientali. Errori che ci riguardano tutti, come amministrazione, come cittadini, come tecnici e studiosi. Considerarli una questione che riguarda solo alcuni sarebbe un errore che non possiamo permetterci”. E continua affermando che oggi è il tempo di una “straordinaria opportunità, ribaltare il passato e investire sul cambiamento delle nostre marine: il piano urbanistico è un patto di cittadinanza fra gli amministratori che hanno la responsabilità di disegnare l’orizzonte di futuro e la città tutta che quel futuro lo deve abitare appieno. Il mare di Lecce ha bisogno di questo patto per liberare iniziative ed energie. È un patto di vivibilità, compatibilità, sostenibilità che tiene insieme le vocazioni paesaggistiche, sportive, culturali, balneari, turistiche”. Salvemini ricorda che le marine sono già oggetto di progetti volti alla rigenerazione costiera e del CIS e che i prossimi due appuntamenti di consultazione sono i prossimi 18 e 25 febbraio, questa volta alle Knos e dedicati ai quartieri. Piattaforma sempre aperta: www.puglecce.it.Salvemini trae un bilancio dell’incontro odierno sulle marine leccesi nell’ambito delle consultazioni per il PUG. “No agli errori del passato”
E’ lo stesso Salvemini ha fare la sintesi dell’incontro di oggi ai Cantieri Teatrali Koreja per l’incontro dei con i portatori di interesse per il PUG per la parte relativa alle marine leccesi. Lo fa con un post su facebook: “Al centro del ragionamento, le opportunità, le fragilità, le identità, gli errori, i progetti di sviluppo del litorale leccese. Una costa lunga circa 25 km racchiusa fra l’area biogenetica di San Cataldo, l’area protetta di Acquatina, il Sic di Torre Veneri e il Parco regionale di Rauccio. Un unicum naturalistico nella ricchezza del versante adriatico della provincia di Lecce; una costa che vuole essere protagonista nel futuro della città, dismettendo il suo sentirsi perennemente ancella, come è emerso nelle relazioni introduttive della mattina e negli interventi di cittadini, rappresentanti di associazioni, studiosi, imprenditori.Il Pug non può non considerare questo capitale naturale la spina dorsale, l’infrastruttura portante che deve guidare le scelte dei prossimi 30 anni verso una transizione ecologica della nostra costa”. Salvemini si sofferma sul quella che è stata la piaga degli anni passati, l’abusivismo: ” Non possiamo più incorrere negli errori figli di un’altra epoca, che invece hanno consentito la costruzione delle case a poche decine di metri dal mare, oggi minacciate dai rischi ambientali. Errori che ci riguardano tutti, come amministrazione, come cittadini, come tecnici e studiosi. Considerarli una questione che riguarda solo alcuni sarebbe un errore che non possiamo permetterci”. E continua affermando che oggi è il tempo di una “straordinaria opportunità, ribaltare il passato e investire sul cambiamento delle nostre marine: il piano urbanistico è un patto di cittadinanza fra gli amministratori che hanno la responsabilità di disegnare l’orizzonte di futuro e la città tutta che quel futuro lo deve abitare appieno. Il mare di Lecce ha bisogno di questo patto per liberare iniziative ed energie. È un patto di vivibilità, compatibilità, sostenibilità che tiene insieme le vocazioni paesaggistiche, sportive, culturali, balneari, turistiche”. Salvemini ricorda che le marine sono già oggetto di progetti volti alla rigenerazione costiera e del CIS e che i prossimi due appuntamenti di consultazione sono i prossimi 18 e 25 febbraio, questa volta alle Knos e dedicati ai quartieri. Piattaforma sempre aperta: www.puglecce.it.
