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giovedì, Gennaio 15, 2026

Scarti dell’industria ittica: nuove ricerche del dipartimento di scienze e tecnologie biologiche di Unisalento

Due nuovi progetti di ricerca che puntano a valorizzare i gusci di gamberi e quelli dei mitili mediterranei, scarti dell’industria ittica con elevati costi di smaltimento e un notevole impatto ambientale nel caso di conferimento in discarica. Protagoniste sono due ricercatrici del gruppo di Chimica Fisica del Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali (DiSTeBA) dell’Università del Salento, coordinato dal professor Ludovico Valli: la dottoranda Federica Mancarella e l’assegnista Martina Carcagni, entrambe laureate in Scienze ambientali all’Ateneo salentino. «La problematica della gestione dei rifiuti in ambito ittico è estremamente attuale», sottolinea Livia Giotta, ricercatrice di Chimica fisica e tutor in entrambi i progetti di ricerca, «La sostenibilità a lungo termine dell’industria ittica dipende dallo sviluppo di nuove strategie che permettano di convertire i materiali di scarto in prodotti ad alto valore aggiunto, che siano competitivi con quelli ottenuti mediante sintesi chimica a partire da materie prime non rinnovabili».

Federica Mancarella ha avviato un progetto di dottorato che punta a sviluppare nuove strategie eco-compatibili e a basso costo per valorizzare gli scarti dei crostacei, recuperando una varietà di prodotti utili in campo nutraceutico, cosmetico, farmaceutico oltre che tecnologico e biomedico.  Martina Carcagni mira invece alla valorizzazione dello scarto di lavorazione del “mitilo mediterraneo”, fonte preziosa di carbonato di calcio biogenico, che può essere estratto in diverse forme che haeccezionali proprietà assorbenti nei confronti di petrolio grezzo e coloranti. Quindi un “sequestrante” nei confronti di contaminanti ambientali, compresi quelli emergenti (antibiotici, ormoni, farmaci)  Per entrambi i progetti partner industriale è la società Entropya srl, guidata dall’ingegnere Gabriella Chieffo. Entroya è una azienda è attiva nella progettazione in ambito ambientale ed energetico, con un forte vocazione all’innovazione. Mancarella e Carcagni trascorreranno sei mesi in azienda, per condurre indagini di mercato e valutare costi e benefici del trasferimento tecnologico dei processi estrattivi sviluppati su scala di laboratorio.

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