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domenica, Dicembre 14, 2025

Tar, inaugurazione anno giudiziario, il Presidente Antonio Pasca nella relazione fornisce i dati della attività e tocca i temi della discussione pubblica del momento

Nella relazione del Presidente del Tar Lecce, Antonio Pasca,  che ha aperto l’anno giudiziario con una cerimonia pubblica dopo lo stop dovuto alla pandemia, si ritrovano temi significativi che hanno creato e creano ricadute sulla attività giudiziaria: la pandemia stessa, la crisi economica, la riforma, e le carenze d’organico.

Il Presidente ha fornito i dati della giustizia amministrativa:  nel 2022 sono diminuiti i ricorsi presentati anche perchè, probabilmente ipotizza, il il covid ha fatto la sua parte sui numeri analizzati:  1.436 i ricorsi depositati nel 2022 a fronte dei 1.776 dell’anno precedente. Crisi economica, influenzata ulteriormente dalla pandemia e dallo scoppio del conflitto russo-ucraino è nella relazione indicata come causa di “un inevitabile aumento di conflittualità sociale e della litigiosità in un contesto in cui è apparsa ancora più evidente la rilevante sperequazione nella distribuzione della ricchezza tra i cittadini”.

Il Presidente ha anche parlato delle “nuove povertà” generate dall’aumento del costo della vita e dall’inflazione. Cose che non possono non generare elementi di criticità sul piano della formazione delle nuove generazioni oltre che sul piano della sicurezza.

La “produttività” del Tribunale nonostante le oggettive carenze di personale è nei numeri: si è passati da 1544 sentenze emesse e 2954 ricorsi definiti nel 2021 a 1815 sentenze e a 2944 ricorsi definiti. Tutto ciò nonostante ci siano 10 magistrati su 16 previsti. “La situazione” dice Pasca, è da “codice rosso”. E ancora:  “L’attuale situazione determinerebbe una negativa ricaduta sui numeri della definizione del contenzioso e il rischio di violazione dei termini della ex Legge Pinto”. Una situazione che, insomma, impone attenzione e rimanda alla questione della riforma. Il Presidente ha auspicato che  non si trascuri il settore amministativo.

Una particolare menzione è da farsi nell’ampia relazione del Presidente alla questione della autonomia differenziata fatta ricordando in premessa il 75esimo compleanno della Costituzione repubblicana: “L’Autonomia con specifico riguardo alla fiscalità costituisce un’importante occasione per nuove sfide, determinando una diversa distribuzione delle risorse e anche un sistema competitivo e concorrenziale tra le Regioni. Così, ad esempio, a mio avviso la previsione di una minore pressione fiscale, possibile solo attraverso una oculata gestione delle risorse, risulterà attrattiva di investimenti, con positive ricadute sul piano occupazionale. E’ altrettanto evidente che a queste sfide le Regioni debbano approdare ad armi pari, attese le notevoli sperequazioni finore determinate, in danno delle Regioni del Mezzogiorno, dal finanziamento statale sulla base del criterio della cosiddetta spesa storica. E appare necessario, per il buon esito della riforma, individuare le materie di riserva statale, tra le quali a mio avviso andrebbero ricomprese oltre che difesa e giustizia anche sanità e istruzione. E comunque i livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni, con relativo ed effettivo finanziamento».

 

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