Sarà possibile seguire in presenza o on line la presentazione del “Dossier Statistico Immigrazione 2022”, lunedì 12 dicembre alle ore 17. In presenza nel Padiglione Chirico del Monastero degli Olivetani inviale San Nicola, e online su https://bit.ly/seminarincorso2223 Il dossier è stato curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS (Roma). Dopo i saluti di rito interverranno Luca di Sciullo, Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, che presenterà i dati nazionali, e Antonio Ciniero, docente di Sociologia dei processi migratori dell’Università del Salento e referente della redazione Regionale del Centro Studi e Ricerche IDOS, che presenterà i dati regionali. il “Dossier Statistico Immigrazione” è alla sua 32^ edizione e aggiorna i dati sull’immigrazione in Italia a fine 2021, restituendo un quadro del Paese, ma anche internazionale, a più di due anni dalla pandemia e nel mezzo di una guerra alle porte dell’Europa dalle implicazioni mondiali. Attraverso le analisi proposte da una pluralità di esperti, organizzazioni e prospettive disciplinari, il Rapporto si compone di una sezione dedicata alla dimensione internazionale ed europea della mobilità umana, prosegue con l’esame delle caratteristiche strutturali dei flussi e dell’immigrazione in Italia, ne osserva i processi di inserimento, integrazione e partecipazione, fino a misurarne la presenza nel mercato del lavoro e il contributo all’economia nazionale. Chiudono il volume i capitoli sulle singole regioni e un’ampia appendice statistica dettagliata per singole province. I dati salienti del Dossier 2022 per la Puglia (a cura del professor Antonio Ciniero):
La popolazione straniera
A fine 2021, secondo i dati provvisori dell’Istat, sono 139.750 i cittadini stranieri residenti in Puglia, il 3,6% della popolazione regionale. La provincia di Bari è quella che concentra il maggior numero di presenze (43.832, il 31,4% di tutti gli stranieri residenti in regione), mentre al secondo posto c’è quella di Foggia (32.277), che registra la più alta incidenza di cittadini stranieri sul totale della popolazione (5,4%). Seguono, in ordine decrescente, le province di Lecce (26.834), Taranto (15.065), Brindisi (11.277) e Barletta-Andria-Trani (10.465). La maggioranza degli stranieri che risiedono in Puglia provengono dal continente europeo (51,9%) e, in particolare, dall’Unione europea (30,3%).
Cittadini non comunitari e motivi del soggiorno
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, al 31 dicembre 2021, i cittadini non comunitari titolari di permesso di soggiorno in Puglia sono 88.367. Il 56,8% è titolare di un permesso di lungo periodo. Un dato che appare rilevante evidenziare riguarda il fatto che in tutta la regione risultano solo 14 titolari di permessi per lavoro stagionale. Non solo sono molto bassi i dati di stock, ma anche quelli di flusso: i nuovi permessi rilasciati durante l’anno per lavoro stagionale sono stati infatti solo 126, nonostante i lavori stagionali, specialmente in agricoltura e nel settore turistico alberghiero, rappresentino un bacino di occupazione numericamente significativo per i lavoratori stranieri. Si tratta di un dato particolarmente emblematico, perché è un indicatore, da un lato, della larga diffusione del lavoro irregolare tra coloro che sono impiegati in attività stagionali; dall’altro, del fatto che molti di coloro che lavorano in attività stagionali, anche quando sono assunti con un regolare contratto, non giungono in Italia per un breve periodo per poi ritornare nel paese di origine (come previsto dalla normativa), ma restano in realtà sul territorio nazionale, magari con un’altra tipologia di permesso.
I figli dei cittadini stranieri e l’inserimento scolastico
Nell’anno scolastico 2020/2021, nelle scuole pugliesi risultano iscritti 18.504 studenti stranieri, il 3,2% della popolazione studentesca complessiva (576.454). In dieci anni, gli studenti stranieri presenti nelle scuole pugliesi sono aumentati del 35,5%, mentre quelli stranieri nati in Italia sono più che raddoppiati, passando da 4.221 iscritti nell’anno scolastico 2010/2011 agli attuali 9.857. Si tratta di un aumento del 133,5%, che va considerato un importante indicatore dei processi di stabilizzazione dei cittadini stranieri sul territorio.

