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mercoledì, Gennaio 14, 2026

Vive le cinèma, vince Les Magnétiques di Vincent Maël Cardona

E’ stato assegnato il premio come miglior film della settima edizione di Vive le Cinéma  “Les magnétiques” di Vincent Maël Cardona (2021), che era stato proiettato  giovedì sera al Teatro Apollo di Lecce, proprio il giorno dell’inaugurazione della rassegna diretta da Angelo Laudisa, Brizia Minerva e Alessandro Valenti nell’ambito di “Apulia Cinefestival Network”, iniziativa della Regione Puglia. Il lungometraggio – già  Premio Cesar 2022 come miglior opera prima – ha convinto pienamente la Giuria Dams del Cineclub universitari.  Le motivazioni del premio: montaggio ritmico legato ad una colonna musicale ampiamente innovativa; le frequenti inquadrature soggettive e i procedimenti visivi che permettono una narrazione intima ma alienante della vita vissuta in secondo piano dal protagonista, da sempre protetto e al contempo schiacciato dalle figure maschili dominanti della sua famiglia; la capacità della macchina da presa di restituire  l’ambiente frenetico ed introspettivo dell’emotività del protagonista, con una notevole attenzione allo sguardo dello stesso. Altra motivazione la valutazione della ottima suddivisione della forma narrativa in atti,  che permettono di seguire il protagonista nel suo viaggio interiore.  Sempre la stessa giuria ha premiato “Et j’aime à la fureur” di André Bonzel come miglior documetario: “Un documentario di archivio, scritto e narrato proprio come un nonno racconterebbe al nipote la storia sua e della famiglia. Il montaggio accattivante rende lo spettatore parte della sorpresa e dei disagi generati dalla riscoperta dei ricordi familiari. Lo studio sopraffino del materiale tesse un filo che lega le generazioni della famiglia Expedit, e che finisce per invadere anche noi attraverso i commenti del regista idonei ad ogni situazione, in un tripudio di cinema, sensualità e contrasti”. Il premio al “Miglior cortometragigo” è stato invece assegnato dagli studenti dei licei Siciliani e Palmieri di Lecce che hanno selezionato “Maalbeck” di Ismaël Joffroy-Chandoutis con queste motivazioni: “La progressione della narrazione rappresenta visivamente l’impossibilità di ricordare una tragedia persa nella memoria, mai vissuta, eppure ritrovata in prove concrete, disperatamente rese in immagini psichiche sgranate, frammentate e indecifrabili. Attraverso un montaggio che unisce il reale e la sua ricostruzione testimoniale, il corto racconta il dramma di chi non riesce a ricordare e di chi vorrebbe dimenticare”. Novità di quest’anno, fortemente voluta dai direttori per promuovere l’inclusione e la cittadinanza attiva attraverso la cultura, la partecipazione degli ospiti della Casa della carità di Lecce che hanno assegnato il loro premio a “Trois nuits par semaine” di Florent Gouëlou. Particolarmente significativa la presenza di Mina Kavani tra gli ospiti di questa settima edizione: attrice e attivista iraniana rifugiata in Francia, che ha raccontato la propria esperienza: “È il caso di dirlo, è caduto il velo – ha detto nel corso del talk dedicato a Cinema a diritti – oggi in Iran si parla del governo, si usa la parola ‘criminali’. Rispetto alle proteste del passato la forza sono i giovani e in particolare le giovani donne, che sono native digitali e riescono a muoversi più velocemente anche grazie alla comunicazione. C’è bisogno di tutto il sostegno degli altri Paesi, ma che, e parlo soprattutto dei politici, sia un sostegno sincero, senza compromessi”.

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